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I briganti italianiInsediamenti ecosostenibili. Vivibilità e innovazione








Gli impianti di sollevamento
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  Pasquale Petrella

Gli impianti di sollevamento

e.book: 978-88-6906-064-9


Prezzo: 5,00€





Gli impianti di sollevamento

Codice:620-5
Anno edizione: 2012
Pagine: 298 (edizione cartacea)

Gli impianti di sollevamento sono complessi di componenti edili, meccanici, elettrici ed elettronici destinati prevalentemente allo spostamento, in altezza, di persone e cose.
Numerosi sono i tipi di impianti di sollevamento utilizzati nell’edilizia civile e nelle attività industriali; in questo nostro lavoro ci limiteremo alla trattazione degli impianti fissi utilizzati nell’edilizia civile: gli elevatori a spostamento verticale e quelli inclinati.
Gli elevatori sono impianti fissi con cabina mobile fra guide verticali o anche inclinate, con un massimo di 15° rispetto alla verticale, adibiti al trasporto di persone e cose fra due o più piani a quote diverse. Possono avere funzionamento intermittente, come gli ascensori ed i montacarichi, e funzionamento continuo, come i paternoster, cioè elevatori a cabine multiple adibiti al trasporto di persone ed a bassissima velocità, per consentirne l’entrata e l’uscita ai vari piani con la cabina in movimento, ormai andati in disuso.
Gli impianti di sollevamento inclinati sono impianti fissi a funzionamento continuo, con spostamento in altezza secondo una certa pendenza rispetto al piano orizzontale, adibiti al trasporto di persone e cose. Appartengono a questa tipologia i piani inclinati mobili con pendenza massima di circa il 12% e le scale mobili con pendenza massima di circa il 33÷35%.
L’uomo da sempre ha ideato apparecchiature per il sollevamento agevole di materiali, così come certamente è stato fatto per la costruzione del Partenone, delle Piramidi e della Grande Muraglia Cinese, anche se evidentemente con mezzi rudimentali, tanto per citare alcune tra le maggiori realizzazioni dell’antichità.
È anche noto che nel Colosseo, per portare le belve feroci a livello dell’arena, erano stati installati una serie di elevatori; che gli abitanti di Pompei utilizzavano elevatori per persone e merci, sospesi a cavi di fili di bronzo; che nei palazzi imperiali esistevano ascensori.
In epoca più recente furono utilizzate energie diverse da quella muscolare dell’uomo per questi impianti. Infatti la “sedia volante” di Velayer, utilizzata da Luigi XIV e Napoleone I, era costituita da una fune che scorreva su una puleggia applicata all’estremità di una mensola ed ai cui capi erano vincolate una sedia ed un sacco di sabbia che fungeva da contrappeso e forza motrice.
La storia degli impianti di sollevamento, intesi come mezzi di trasporto che non solo utilizzano energia diversa da quella muscolare, ma dotati anche di organi di “comando” e di “sistema di sicurezza” atti a prevenire la caduta della cabina in caso di rottura degli elementi di trazione, ne fa risalire la nascita al 1853. Il suo ideatore, Elisha Otis, al Palazzo di Vetro di Londra si fece trasportare più volte, in salita ed in discesa, da una piattaforma, opportunamente contrappesata, che sfruttava l’energia prodotta dalla forza di espansione del vapore. La macchina era costituita da un riduttore a vite senza fine e corona dentata accoppiata ad un tamburo su cui si avvolgevano le funi di trazione.
L’albero di trasmissione muoveva la macchina mediante cinghie passanti su due pulegge folli montate lateralmente ad una puleggia fissata all’albero della vite. Il francese Leon Edoux, realizzò un elevatore che sfruttava la pressione dell’acqua per sollevare un pistone cui era stata fissata una piattaforma mobile e lo presentò nel 1867 alla Esposizione Universale di Parigi.