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Lettera ad un allievo. Procedura e consigli d’usoLa Moderna Navigazione. Volume I. Anno Accademico 2012/2013








Complicazioni erotiche della volontà di sapere
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  Paolo Amodio

Complicazioni erotiche della volontà di sapere

978-88-7431-757-8


Prezzo: 10,00 €





Complicazioni erotiche della volontà di sapere
Libido sciendi e scientia libidinandi nell’età dei libertini

Anno edizione: 2014
Pagine: 172
Collana: Cultura Filosofica e Scienze Umane - n. 18
Formato: 14,2x22 cm
Brossura

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Avvertenza uno
Questo libro è, per tanti versi, la prosecuzione del mio Luoghi del bonheur. Elementi per un’antropologia tra libertinismi e mondo dei lumi, uscito nel 2005. Per più di una ragione, soprattutto per economia di dettato, mi era parso opportuno lasciare fuori due questioni, pur importanti e coerenti, che avrebbero però allungato, squilibrandolo, di parecchio il mio lavoro. Si tratta della questione “Jean Meslier” e, appunto, delle “complicazioni erotiche” dell’avventura libertina tra Sei e Settecento. Avevo anche pensato di soffermarmici, piuttosto che accennare o lasciar intendere ma, per come lo avevo concepito, il progetto alla fine si rivelava disarmonico. Meslier – nel quale la questione del bonheur è indiretta perché tout court tradotta ed espansa in un materialismo politico ben poco dialettico (rivoluzione violenta, re e nobili impiccati con le budella dei preti per una società anarco-comunista) – avrebbe occupato più pagine di Fontenelle, Voltaire o Diderot e degli altri (dei quali avevo provato a “contenere” la loro ben più complessa e variegata vicenda solo ed esclusivamente intorno alla riflessione sul “bonheur” esplicitamente dichiarata). In fondo, il collerico curato Meslier era una sorta di dilettante filosofico e il suo Testament – al di là del contenuto sintetizzabile in poche frasi – per concepimento, diffusione e rimandi, va letto sempre in controluce, negli incroci e tra le pieghe più nascoste e velate del complicato mondo dei lumi. Meslier è un “problema” proprio nel senso che è un Affaire e come tale avrebbe dovuto essere gestito.  Per quanto riguarda la questione erotica e/o pornografica della vicenda libertina, cui non ci si può sottrarre quando si parla di bonheur, questa avrebbe definitivamente messo a rischio la statica del libro, tante sono le articolazioni e le puntualizzazioni necessarie o opportune.  Ci sono dunque tornato in due riprese: per Meslier ho sfruttato l’occasione di un volume collettaneo in onore dei settant’anni del mio Maestro Giuseppe Lissa – colui che al mondo intellettuale libertino mi ha iniziato – e ho provato a ricostruire l’“Affaire Meslier” dall’interno. Propongo qui dunque le Complicazioni erotiche della volontà di sapere. Libido sciendi e scientia libidinandi nell’età dei libertini. Insisto: personalmente non riesco a leggerlo se non come continuazione del testo sul bonheur e ho dunque scelto di riportarne, spesso alla lettera, alcuni passaggi necessari (così come mi era accaduto per il saggio su Meslier che, a sua volta in alcuni tratti, ritorna anche in questo libro). Non ho la pretesa di aver esaurito l’intera questione dei vari esperimenti erotici della letteratura libertina: ho cercato di concentrare il ragionamento intorno ad alcuni testi che mi apparivano particolarmente indicativi. Qualcosa di importante può esser rimasto fuori, tipo Les liaisons dangereuses, ma mi auguro che le pagine che seguono possano chiarirne il motivo.

Paolo Amodio insegna Filosofia Morale all’Università degli Studi di Napoli Federico II. La sua attività di ricerca, come mostrano i suoi numerosi lavori, si è concentrata su diversi filoni: il libero pensiero tra XVII e XVIII secolo; le conseguenze etico-politiche determinate dall’evento Auschwitz sulla filosofia del secondo Novecento; il nuovo pensiero ebraico; la bioetica; l’antropologia filosofica, indagata soprattutto nella direzione dei rapporti tra biologia e filosofia. Dirige la rivista «S&F_scienzaefilosofia.it». Sui temi “libertini”, oltre alla cura e alla traduzione di classici (da La Mothe le Vayer a Fontenelle), si possono qui ricordare almeno i volumi: Il disincanto della ragione e l’assolutezza del bonheur. Studio sull’abate Galiani (Napoli, 1997); e Luoghi del bonheur. Elementi per un’antropologia tra libertinismi e mondo dei lumi (Napoli, 2005).

       
       
       
       
       
       
       
       
       
       

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