Descrizione

Il volume propone una riflessione sul paesaggio e l’architettura della Costa d’Amalfi, analizzando il caso di tre realtà insediative costiere tra loro molto diverse e, in qualche modo, complementari sul piano del significato storico-culturale: Amalfi con la sua discendenza arabo-medievale, la sua urbanistica labirintica e lo straordinario paesaggio naturale in cui è incuneata; Furore, con il Fiordo, le architetture protoindustriali che vi si trovano e la sua realtà di paese agricolo-pastorale aggrappato al Costone roccioso che se ne sale verso Agerola dal quale, nei secoli passati, i suoi abitanti hanno caparbiamente strappato il loro sostentamento sfruttando, con intelligenza, terrazzamenti e macere; Ravello, con il suo nobile splendore di epoca angioina, rivissuto e rivalorizzato dalla sensibilità di personaggi illuminati come Francis Neville Reid, pienamente immerso nella visione estetica della natura e dell’arte tipica del romanticismo inglese di metà ottocento.

La lettura che qui si propone, si avvale di un doppio registro: quello testuale e quello grafico-illustrativo. Il libro è corredato, infatti da circa cinquanta imamgini dell’autore che hanno per oggetto la Costa d’Amalfi.