Perché il Sud ha perso le sue banche? Chi ha svuotato il cuore finanziario di un’intera parte del Paese? E soprattutto: è davvero tutto “colpa del mercato”? In Il capitale perduto, Gennaro Cortucci – profondo conoscitore del sistema bancario e testimone diretto di molte delle sue trasformazioni – dà voce a una realtà spesso ignorata: il lento ma inesorabile svuotamento del potere economico del Mezzogiorno. Attraverso un racconto personale, lucido e documentato, l’autore ricostruisce dall’interno la fine delle banche meridionali, intrecciando analisi storica e vicende vissute. Ne emerge un quadro chiaro e sconfortante: una serie di decisioni, omissioni e responsabilità condivise che hanno condotto alla perdita non solo di capitale economico, ma di capitale sociale e culturale. Un libro che è insieme memoria, denuncia e proposta. Un invito a riflettere su ciò che è stato, per comprendere se – e come – sia possibile ricostruire.
GENNARO CORTUCCI è nato a Napoli e si è laureato in Giurisprudenza. Revisore contabile, ha lavorato per oltre sessant’anni nel settore bancario, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità. Ha iniziato la sua carriera al Banco di Napoli, dove ha diretto l’area Bilancio, Programmazione e Controllo di gestione. È stato Direttore Generale e Amministratore Delegato della Banca di Credito Popolare di Siracusa, ha presieduto Leasimmobili S.p.A. ed è stato tra i fondatori e Presidente della Banca di Credito Peloritano.-
Il volume ricostruisce le radici e gli sviluppi del dualismo Nord-Sud, intrecciandoli con il più ampio processo di arretramento del Paese rispetto all’Europa. Dall’Unità d’Italia fino all’attualità politica, passando per l’intervento straordinario, Tangentopoli, il Federalismo e l’Autonomia Differenziata, il libro mostra come promesse e risorse si siano troppo spesso tradotte in sprechi, clientele e strategie mancate. Il Mezzogiorno, ricco di potenzialità ma intrappolato in deficit strutturali e fragilità istituzionali, diventa specchio del declino complessivo dell’Italia, incapace di riformarsi e di competere con le principali economie europee. L’appendice dedicata ai Campi Flegrei offre l’immagine emblematica di un Sud dalle immense ricchezze naturali e culturali ma ancora sottovalutato, simbolo di un patrimonio inespresso e di un’occasione di riscatto possibile.
Roberto Laringe (Pozzuoli, 1964) è imprenditore, dottore commercialista ed esperto di turismo e sviluppo territoriale. Da oltre trent’anni promuove la valorizzazione dei Campi Flegrei attraverso progetti che integrano cultura, accoglienza e impresa. Presidente di Federalberghi Campi Flegrei e fondatore del Gruppo Laringe, guida una rete di imprese nel settore turistico-alberghiero ed è co-founder della rete “Campi Flegrei Active”. Docente a contratto presso l’Università Parthenope di Napoli (2025), è membro del Consiglio di indirizzo in materia di Turismo della Regione Campania. Ha sostenuto numerose iniziative editoriali e culturali, convinto che l’impresa turistica debba essere anche agente di identità e narrazione del territorio.
-
La memoria di carta è un saggio-intervista che ritrae l’Emeroteca Tucci. Nel cuore del centro storico di Napoli, a piazza Matteotti, nell’austero Palazzo Vaccaro (il Palazzo delle Poste) c’è uno straordinario scrigno di cultura, dove si conservano libri, giornali, epistolari, bandi, manoscritti, manifesti, rarissimi se non addirittura unici. La sua fondazione risale al 1907, grazie all’allora Sindacato Corrispondenti, un’organizzazione sindacale che raggruppava i giornalisti napoletani che fungevano da corrispondenti da Napoli di testate nazionali. Quei giornalisti avevano l’esigenza di consultare copie arretrate e così cominciarono a raccogliere collezioni di giornali. Nel 1913 riuscirono a trasferirsi a Palazzo Gravina, grazie a uno dei fondatori, Vincenzo Tucci, cui è intestata l’Emeroteca. Nel 1936 la sede fu poi spostata nel Palazzo delle Poste dove è tuttora allocata. Dal 1970 è gestita dal giornalista Salvatore Maffei, che con entusiasmo e dedizione l’ha arricchita, nonostante le difficoltà finanziarie, fino a imporla all’attenzione di ricercatori, scrittori, studiosi e studenti provenienti da tutto il mondo. Oggi l’Emeroteca Tucci può esibire un patrimonio inestimabile: oltre diecimila collezioni di periodici italiani e stranieri (il più antico del 1648), raccolte in trecentomila volumi, di cui duecento unici al mondo. E cinquantamila libri comprendenti incunaboli, volumi rarissimi del 1500 e del 1600, lettere autografe di artisti e scrittori degli ultimi quattro secoli, una collezione, unica, di oltre cento manifesti futuristi.
Lino Zaccaria è giornalista professionista dal 1973, ha lavorato per oltre quarant’anni al “Mattino” di Napoli, lasciato con il ruolo di redattore capo. Ha pubblicato, tra l’altro, Giornalista, manuale per la preparazione all’esame di idoneità professionale, 2010, Simone Editore; L’aquilotto insanguinato. Vita, avventura e morte di Corradino di Svevia, Graus Edizioni. Per i tipi della Giannini nel 2023 ha pubblicato Contessa carità nella collana dei Sorsi.