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Narrativa, saggistica, poesia e varia

  • Non chiamatelo padre

    Carmela Forlenza
    12,00

    Il libro rientra nel genere narrativa contemporanea e romanzo di formazione, racconta un dramma familiare che sfocia in denuncia sociale. Il protagonista è Mattia, un bambino che cresce in un ambiente familiare oppressivo e violento. La narrazione segue il suo percorso di crescita, scandito da episodi di dolore, ma anche da momenti di speranza e resilienza. Gli altri personaggi portano i nomi delle caratteristiche che incarnano: così abbiamo Furfante, Sornione, Conforta e tanti altri. Il linguaggio è intenso e poetico, con descrizioni profonde che restituiscono la durezza dell’ambiente familiare e l’interiorità del protagonista. L’autrice alterna narrazione evocativa e introspezione, creando un racconto emotivamente coinvolgente.

    CARMELA FORLENZA Vive a Eboli, dove è nata nel 1947. Laureata in Pedagogia all’Università degli Studi di Salerno, ha svolto il ruolo di docente per lunghi anni. Si è trasferita a Milano dal 1984 al 1996 durante i quali ha pubblicato due raccolte di “Poesie su tavole” (1993), eseguite a mano sia nella forma scritta che in quella pittorica, a tiratura limitata. Nel 1994 fu scelta dal Maestro Marcello Abbado per rappresentare il Conservatorio di Milano al “Festival Internazionale di Orquestas de Jovenes” di Murcia, un progetto di Poesia e Musica contemporanea per orchestra da camera e solisti. Ritornata a Eboli, ha scritto, in prosa e poesia: “Dio” (NDM 2010). Negli anni successivi, autrice di testi di musica leggera, ha scritto le parole di “Musica Mediterranea” lavoro di Teatro Musica e Balletto, debuttato al Teatro Romano di Benevento. Nel 2020*, per NDM*, pubblica il libro: “La mia prigione (la leggenda del Covid 19).

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    Carmela Forlenza
  • In La Riggiola, riflessi sullo specchio Adriana Carli racconta, in forma narrativa più che saggistica, il suo percorso di artista e la continua ricerca di un linguaggio teatrale personale, che spesso sconfinava in forme filmiche e visive. Una narrazione fatta di luoghi, incontri e spettacoli, ma anche di scelte artistiche e umane che l’hanno condotta a fondare La Riggiola, uno spazio creativo, accogliente e sperimentale. Non sono gli spettacoli a parlare direttamente, ma le parole dei critici e delle persone incontrate lungo la strada, in un mosaico di esperienze condivise, accoglienza culturale e passione per la scena. Tra memorie e riflessioni, emerge la figura di un’artista in continua evoluzione, testimone e protagonista di un teatro vivo, resistente, autentico.

    ADRIANA CARLI Attrice, regista, autrice teatrale e scenografa, è docente di Scenotecnica presso l’Accademia di Belle Arti. Si occupa di teatro di ricerca e sperimentazione, con spettacoli rappresentati in teatri tradizionali e in luoghi di interesse storico e artistico come la Valle dei Templi di Paestum, Castel dell’Ovo, il Museo Archeologico e la Cappella Sansevero di Napoli. Ha collaborato con registi come Ugo Gregoretti e Salvatore Piscicelli, partecipato a progetti radiofonici e audiovisivi e promosso per anni rassegne teatrali e culturali, fondando a Napoli lo spazio indipendente La Riggiola, punto di riferimento per la scena sperimentale.

  • Da qualche parte tra Posillipo e l’eternità non è un’autobiografia né un saggio. È una piccola giostra di episodi, personaggi, pensieri e guizzi, tra ironia e tenerezza, tra Posillipo e i decumani, tribunali e salotti, calcoli e intuizioni sentimentali. Un viaggio partenopeo e universale insieme, che attraversa la vita di un uomo che ha vissuto senza freni a mano tirati: tra cattedre, carte bollate, sopralluoghi, sogni, amicizie vere, vicoli pieni di umanità, tufi assolati, notti insonni e risate da bar. Si passa dalla valutazione di un fabbricato al profumo delle zagare, da una fondazione finanziaria a una trattoria colorata, da un’aula universitaria alla “scalinatella” illuminata di luna. Ma soprattutto, si passa dentro la consapevolezza gentile che la felicità si nasconde nelle distrazioni buone e nei sorrisi condivisi. Un libro da leggere come si ascolta un amico sincero e profondo. Uno che ha vissuto e che ha ancora voglia di raccontare. Con un caffè, un limone in mano e il mare negli occhi.

    Vincenzo Del Giudice, classe 1963, ingegnere e professore universitario, ha all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche e professionali. In questo libro, però, mette da parte le formule per raccontare (e raccontarsi) con la leggerezza di chi ha preso la vita sul serio… ma non troppo. Sessant’anni e più vissuti tra rigore e cuore, tra numeri e relazioni, tra l’arte del mestiere e l’arte di vivere.

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    Vincenzo Del Giudice
  • Nonostante le parole

    Lisa Muto
    15,00

    Il saggio NONOSTANTE LE PAROLE esplora il ruolo trasformativo del linguaggio inclusivo nel migliorare la salute mentale, la rappresentazione sociale e il benessere delle persone appartenenti a minoranze di genere. Partendo da un’analisi teorica fondata sulle riflessioni di Sapir-Whorf, Alma Sabatini, Judith Butler e Miranda Fricker, il testo dimostra come il linguaggio sia un potente strumento di inclusione (o esclusione), in grado di influenzare identità, relazioni sociali e condizioni psicofisiche. Attraverso dati scientifici, contributi di associazioni specializzate (come APA, WPATH), e testimonianze dirette, l’autrice/l’autore mette in luce il legame tra linguaggio non inclusivo, invisibilità sociale e minority stress, con particolare attenzione ai contesti aziendali, educativi e sanitari. Il concetto di linguaggio dinamico viene proposto come alternativa evolutiva ed empatica al linguaggio ufficiale, capace di rappresentare con precisione e rispetto tutte le identità.

    Lisa Muto è psicologa, giornalista pubblicista e formatrice, specializzata in supporto psicologico per la comunità LGBTQIA+ e in pratiche di mindfulness. Collabora come consulente per l’applicazione delle politiche DE&I nelle aziende e per la certificazione “Parità di genere”. È trainer in stress reduction, coach, ed esperta di organizzazione aziendale e benessere nei luoghi di lavoro. Scrive e interviene su temi di diversità, inclusione e salute mentale.

  • FREMDSCHÄMEN

    Anna Elisabetta Graziano
    10,00

    In questo saggio provocatorio e profondamente umano, si indaga il delicato equilibrio tra giustizia e potere, tra colpa collettiva e responsabilità individuale. Senza alcuna intenzione di assolvere i crimini del Nazismo, l’autrice solleva un interrogativo scomodo ma necessario: può una giustizia esercitata solo dai vincitori definirsi davvero imparziale? Attraverso la lente del dopoguerra e dei processi di Norimberga, il testo invita a riflettere su un termine tedesco intraducibile – Fremdschämen – che esprime la vergogna provata per le azioni altrui, e che ben descrive lo smarrimento morale di un’intera nazione dopo l’orrore. Ma lo sguardo si allarga: chi giudica i crimini di chi ha vinto? E cosa ci insegna davvero la storia delle guerre, se non che troppo spesso esse nascono non per ideali, ma per sete di potere e interessi economici? Un richiamo lucido e appassionato alla responsabilità politica e alla necessità di un’etica condivisa tra i popoli, affinché la pace non resti un’utopia e la democrazia non si riduca a una parola vuota.

    Anna Elisabetta Graziano è nata a Napoli il 4 settembre 2006 e attualmente frequenta il quinto anno del liceo classico. Durante il percorso scolastico ha sviluppato una forte passione per la filosofia e la storia, che continuano a suscitare in lei profonda curiosità. Fin da piccola ha mostrato grande interesse per la lettura, la scrittura, il disegno e la fotografia. Questo saggio rappresenta il suo esordio editoriale, frutto di un lavoro di riflessione coraggioso, critico e maturo.

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    Anna Elisabetta Graziano
  • QUANDO IL TEMPO È CATTIVO

    Maria Rosaria Di Stefano
    12,00

    Questo breve romanzo ripercorre le vicende di una coppia di innamorati che sfidano le convenzioni del piccolo centro in cui si trovano a vivere. Per una serie di motivi che il lettore scoprirà leggendo, la bambina frutto dell’amore contrastato verrà allontanata dalla famiglia di origine con enorme dolore per i protagonisti della vicenda. La storia parla di famiglia, amore, odio, litigi, equivoci ed incomprensioni. È la vicenda di una delle tante famiglie di oggi, di ieri e di domani, che percorre una cronologia ben definita che inizia e finisce con una nascita. Vi si svelano dinamiche di potere ma anche di amore sullo sfondo di un’isola che specialmente nell’epoca in cui è ambientato il romanzo, era particolarmente pittoresca. Il romanzo si snoda infatti sullo sfondo di una Procida consueta, gretta e piccolissima che consentirà, nonostante tutto, all’io narrante di costruire una propria vita completa, appagante e felice. Il linguaggio è intimo e diretto, con una forte carica emotiva. L’autrice utilizza uno stile lineare e riflessivo, alternando descrizioni dettagliate a momenti di introspezione. Il tono è sentito e autentico, e coinvolge il lettore nel viaggio attraverso le dinamiche di questo piccolo centro, tanto più universale tanto più appare personale e provinciale.

    MARIA ROSARIA DI STEFANO nasce a Procida nel 1955, figlia di un professore e di una casalinga. Porta avanti gli studi umanistici e si laurea a pieni voti presso l’Università ‘Suor Orsola Benincasa’ di Napoli. In seguito persegue gli studi e le abilitazioni che le consentono, dopo un anno di prova nella città di Padova, di diventare docente negli istituti superiori. Oggi vive tra Roma e Procida. “Quando il tempo è cattivo” è la sua opera prima.
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    Maria Rosaria Di Stefano
  • SOSTANZIALE

    Alessandro Latini
    20,00

    La protagonista di questo romanzo, tra il fantascientifico e il cronachistico, è Aida giovane Sottosegretaria di Stato della Repubblica Italiana, brillante, bella e ambiziosa. Vive un’epoca difficile in cui una scoperta rivoluzionaria promette di curare ogni disagio psicologico, la Sostanza, una pillola miracolosa che dona serenità, calma e lucidità mentale. Ma c’è un prezzo da pagare: chi ne fa uso ne diventa dipendente, non può mentire, è freddamente onesto e… pericolosamente diverso. La società si spacca in due: i “sostanziali”, accusati di essere drogati senza anima, e i “puri”, ipocriti custodi della morale. L’uso della Sostanza rende liberi ma anche vulnerabili e la protagonista si trova al centro di una politica corrotta, e di complotti occulti, vittima di un serial killer che la tormenta. Il governo trama per emarginare i Sostanziali in una guerra ideologica che minaccia di distruggere carriere, reputazioni e vite. Con la battaglia in arrivo e un segreto devastante da proteggere, Aida dovrà decidere se combattere per i suoi valori o soccombere a un mondo che va schiantandosi in un’altra direzione. Un romanzo provocatorio su verità, etica e potere.

    ALESSANDRO LATINI

    nato a Roma nel 1991, si è specializzato in direzione della fotografia presso la NUCT a Cinecittà, perfezionando l’arte di raccontare attraverso le immagini. Lavora nel reparto di produzione cinematografica, con una buona esperienza nella gestione del set e nella cura dei dettagli tecnici e artistici. Conoscitore del linguaggio visivo, ha sentito l’esigenza di esplorare nuove forme di comunicazione, scegliendo la scrittura per dare voce a storie moderne e anticonformiste. Sostanziale è la sua opera prima.

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    Alessandro Latini
  • L’ISOLA BRUNA

    Gioacchino Francesco De Candia
    22,00

    L’isola bruna è costituito da una serie di narrazioni che si confrontano con temi universali quali la nascita, la fanciullezza, l’incalzare dei mutamenti, la forza dei ricordi, la morte. Si parte da una piccola isola senza nome da qualche parte del Mediterraneo, un luogo dell’anima con le sue spiagge vulcaniche, le stradine di basolato lavico, gli orti e i vigneti, la sua incantevole architettura, i riti ancestrali, i suoi mostri e le sue leggende. I protagonisti sono personaggi ispirati al vero, con le loro storie caratterizzate da virtù o difetti, da sentimenti e rancori: una sequenza di uomini e donne, ragazzini e vecchi, chierici ed ergastolani, scrittori e dementi, celebrità e borghigiani. Infine demoni e angeli. Mille e una storia tenute insieme da uno stile che fa dell’evocazione la sua cifra trainante. La memoria, qui, altro non è che una lastra protesa sul mare. Una piazzola di tufo o di lava brunita dalla quale prendere la rincorsa. E saltare.

    GIOACCHINO FRANCESCO DE CANDIA è di formazione umanistica, laureato in Giurisprudenza. Capitano di lungo corso ha girato i cinque continenti per piacere e professione Ha già pubblicato un libro di poesie e svariati racconti su riviste. Questa è alla sua prova letteraria più sofferta e intensa.
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    Gioacchino Francesco De Candia
  • IL FAST FOOD DEI SENTIMENTI

    Davide Fiorillo
    15,00

    Enrico è alla ricerca del senso dell’amore. Di quali sentimenti dobbiamo nutrirci per essere felici?

    Questo è il racconto della ricetta per una perfetta dieta di coppia.

    «– E quindi per te l’amore vero non esiste?

    – Cosa intendi per “amore”?

    – Intendo due che non litigano mai, che si amano per sempre, che si desiderano, si sono simpatici, si stimano, si sentono complici, si aspettano per tutta la vita… Florentino e Fermina, che si amavano ai tempi del colera, per esempio.

    – Ma se lei lo ha sempre respinto! Ha ceduto solo per sfinimento!

    – Insisto, secondo me per ognuno di noi esiste, da qualche parte sulla terra, una persona senza difetti che solo a noi si raccorda, combaciando perfettamente… e comunque Florentino a Fermina l’amò per tutta la vita».

    DAVIDE FIORILLO Davide Fiorillo (Napoli, 1978) vive e lavora nella sua amata città. Appena può, torna nella Terra delle Sirene. in copertina disegni di: Alessandro Rak
  • Manuale indirizzato a studenti di cinema e aspiranti attori. Come recita la Prefazione firmata da Maurizio De Giovanni: “Il cinema, come ogni altra forma di narrativa, mutua le emozioni dalla realtà, le inserisce, o almeno cerca di farlo, in una storia immaginaria e prova a riuscire nell’impresa di costringere il fruitore all’empatia e alla identificazione. La letteratura, dal canto suo, può giovarsi della fantasia dei lettori, splendidi direttori del casting della fotografia di sé stessi; mentre danza, musica, pittura e scultura hanno la grande giustificazione di non poter utilizzare le parole; il teatro, infine, ha solo tre pareti e due ore di tempo.

    Dal cinema invece, che può avvalersi di mezzi e orizzonti e tecnologie, ci si aspetta un risultato migliore. E questo risultato è sempre intimamente connesso all’attore. Figura che Pino Sondelli, in questa carrellata di immagini e parole e dall’alto della sua pluriennale, profonda conoscenza, scandaglia in ogni aspetto”.

    PINO SONDELLI

    È un affermato direttore della fotografia italiano, noto per il suo contributo significativo nel mondo del cinema. Nato a Napoli, ha sviluppato una passione per l’arte visiva sin da giovane età, che lo ha portato a intraprendere una carriera nel campo della cinematografia. Sondelli ha collaborato con alcuni dei più grandi registi italiani, contribuendo a creare l’estetica visiva di numerosi film di successo.

    Tra i suoi lavori più celebri, si annoverano collaborazioni con registi di fama internazionale e la partecipazione a film che hanno ottenuto riconoscimenti importanti. La sua dedizione alla perfezione tecnica e artistica ha reso Pino Sondelli una figura di riferimento per le nuove generazioni di cineasti.

    Oltre al suo lavoro sul set, Sondelli è anche impegnato nella formazione di giovani talenti, trasmettendo la sua vasta esperienza e conoscenza attraverso corsi e workshop. La sua passione per il cinema e il suo impegno nel promuovere l’arte della cinematografia continuano a influenzare e ispirare il panorama cinematografico contemporaneo.

  • IL TRENO DELL’AMORE

    Don Giuseppe Carmelo
    20,00
    In pagine accoglienti e dalla narrativa scorrevole e a tratti commovente, Don Giuseppe Carmelo racconta della prima fondazione della mensa dei poveri a Napoli, nel quartiere di Santa Lucia. Un’esperienza di accoglienza e carità che si dispiega lungo le pagine di un libro che sembra esso stesso parte del progetto. È un progetto di umanità quello di Padre Carmelo, che riguarda solitudini e abbondoni, esseri viventi in difficoltà, che hanno potuto trovare, attraverso questa grande rete sociale, calore, ospitalità, famiglia, intesa come spazio vitale d’amore che si può costruire in ogni frangente e senza necessari legami di sangue. Vengono fuori storie e personaggi che riemergono dal buio in cui li aveva precipitati l’esistenza, ressurezioni di vite ancora possibili, la potenza dell’aiuto disinteressato ed empatico capace di salvare vite che sembravano finite. Mensa, cioè cibo, nutrimento che comincia con l’essere quello del corpo e finisce con l’essere quello di spiriti che sembrano disperati e che ritrovano motivazione e speranza, anime invisibili che grazie a questo lavoro di immensa generosità prendono forma. DON GIUSEPPE CARMELO Don Giuseppe Carmelo. Nato a Napoli, il 21 aprile 1962. Ha studiato Teologia Pastorale presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale- Sez. S. Tommaso ed è stato ordinato Sacerdote il 15 aprile 1987 dal Card. Corrado Ursi. Nel 1993, insieme a Don Luigi De Maio, fonda l’Onlus CABENUS, centro di accoglienza e di evangelizzazione. È stato Parroco a Villaricca, parroco della Basilica di Santa Lucia a Mare e Decano del III Decanato-Pizzofalcone, Quartieri e Montesanto. Ha insegnato religione nei licei. Nel novembre 2009 ha istituito la Mensa della carità per i fratelli e le sorelle senza fissa dimora del territorio; nel febbraio 2017 ha riunito nel gruppo degli “Angeli”, i bambini a rischio del Pallonetto. Attualmente è Parroco della chiesa della SS. Ascensione a Chiaia.
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    Don Giuseppe Carmelo
  • DALL’ALTRO LATO DEL FIUME

    Lucio Angrisani
    15,00
    Dall’altro lato del fiume è la storia di due giovani immersi in quella inquietudine che, intorno agli anni ’60-’70, trasformò il mondo sulla spinta di sogni, desideri, illusioni e utopie. Loro  appartenevano a una generazione tormentata da domande esistenziali, spesso affidandosi a una forza ribelle e a volte rivoluzionaria. Seguendo il sentiero di una scuola esoterica, Rio Abierto, nata in Argentina, che aveva come obiettivo lo sviluppo armonico dell’essere umano, riuscirono a trovare le risposte che cercavano in quel momento. Il libro racconta la sua origine a Napoli, l’evoluzione avvenuta in Italia e all’estero, e quanto questa sia riuscita a cambiare la loro e la vita di tante persone, desiderose di una maggiore autenticità. LUCIO ANGRISANI Lucio Angrisani nasce a Cassino (FR) nel 1948 e, dall’età di 13 anni, vive a Napoli. Si laurea nel 1977 in Medicina e, nel 1980, si specializza in Odontoiatria e Protesi Dentale, esercitando a tutt’oggi la professione di medico dentista. Da molto giovane coltiva la passione per la musica e la chitarra, mantenendo vivo, negli anni, questo legame artistico. Sensibile all’invisibile e mosso dal desiderio di autoconoscenza, continua la sua ricerca in maniera creativa nella professione, nella famiglia e negli affetti.
  • Il libro di Dario

    Dario d’Albora
    15,00

    Il libro di Dario è un vero e proprio diario di un autistico che sorprendentemente rivela un mondo interiore che non si immagina esista. Da questo diario, all’avanguardia, rivoluzionario, illuminante, si comprende come gli autistici siano palazzi senza finestre all’interno dei quali c’è una vita piena di energia di senso e di attività. La sindrome autistica oggi colpisce sempre più bambini, che vi rientrano a vari gradi. Non se ne conoscono ancora le ragioni o le cause, né cosa avviene nel segreto del loro mondo così apparentemente lontano dal circostante. Autismusderiva del greco αὐτός «stesso», perché coloro che ne sono interessanti, restano in un mondo tutto loro, con poche possibilità di uscirne, di relazionarsi con l’esterno. Resta l’esigenza di raggiungerli in questo margine, cercando il modo di non lasciarli soli, né prima, né durante, né dopo.

    L’editore ha scelto di pubblicare il libro e di non intervenire sulla scrittura di Dario, lasciandola così com’è, sincopata, con poca o nessuna punteggiatura, fatta di una grammatica semplice e personale, ma capace di restituirci i pensieri nella loro assoluta sincerità e di rivelarci un mondo profondo e oggi insospettabile. Il nostro intervento si è limitato ad asciugare qualche ridondanza e a ordinare per temi il flusso narrativo di Dario d’Albora.

     

    DARIO D’ALBORA, è nato nel 1971 a Napoli dove vive. Da autistico, vuole trasmettere il messaggio delle possibilità espressive e comunicative che emergono anche con una condizione neuro-cognitiva con difficoltà nella comunicazione verbale, nonostante atteggiamenti molto finalizzati e alcuni comportamenti ripetitivi. Dopo aver conseguito una laurea in psicologia, ha voluto scrivere per indagare a fondo le identità delle persone che, come lui, sono affette da autismo e la sua visione della condizione. Fa sport, prende parte attivamente alle attività di un centro per ragazzi con disabilità. Ama guardare film e per questo va spesso al cinema con la madre, sua mentore. Gli piace parlare, ma sa anche apprezzare i silenzi, dove si immerge profondamente con tutto il proprio essere. È convinto che il mondo è pieno di una luminosa bellezza che lo ha aiutato a capire cosa sia la vita.

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    Dario d’Albora
  • In penombra

    Aldo Di Mauro
    15,00

    Racconti di vita quotidiana in cui vengono delineati momenti topici nella loro nuda realtà, senza l’uso di maschere e senza ipocrisia. Tredici storie da esplorare come le pagine di un’esistenza, in cui si modifica la trama, cambiano gli attori, ma l’unico protagonista assoluto rimane l’amore. Aprire questo libro equivale ad alzare il sipario sul palcoscenico della vita, dove prendono forma storie singolari di individui ordinari. Aldo Di Mauro con il suo lavoro In penombra, mette a disposizione del lettore una sorta di teatro da sfogliare. Tredici brevi racconti che puntano i riflettori su vicende comuni, su sentimenti contrastanti, in un intimo colloquio con le preoccupazioni, per l’ottenimento di una pace psicologica, sinonimo di equilibrio e filosofica pacatezza. Le sue storie parlano dei temi più vari: dal soliloquio di un amante abbandonato, delirante e giudicante, alla commovente vicenda di una donazione di organi, dalla perdita della persona amata alla narrazione di un femminicidio. Una scrittura semplice e teatrale, capace di immergere il lettore in vicende vicine e lontane, apparentemente In penombra rispetto agli interessi e vicissitudini centrali delle nostre vite.

     

    Aldo di Mauro scrittore, poeta, saggista, è nato a Napoli dove vive. Fra i suoi testi più recenti il romanzo I segreti di Matilde Homo Scrivens editore (2018), il romanzo La Signorina, Valtrend editore (2019), la raccolta di poesie Quando a parlare è il cuore Homo Scrivens editore (2021).

  • Cammini a Sud

    Antonio Corvino
    18,00

    Camminare è anche un modo di vedere il mondo e di pensare, lo ha detto e fatto Aristotele nel suo Peripato che era un luogo circoscritto, mentre molti camminatori attraversano lunghi itinerari impervi, scoscesi, a tratti inospitali e sorprendenti, scoprendo e sperimentando nuove traiettorie e regalandoci quello stupore attraverso la parola scritta.

    Dalla Introduzione di Fulvia Ambrosino

     

    Un’opera che si inserisce nel filone della riscoperta dei luoghi e delle loro stratificazioni culturali. Una domanda si pone. È solo un’opera di riscoperta, nata dal piacere dell’autore, o anche un tentativo di valorizzazione dei luoghi?

    Dalla Postfazione di Francesco Saverio Coppola

     

    ANTONIO CORVINO, di origini pugliesi, napoletano di formazione è un saggista ed economista. Appassionato degli antichi cammini nelle terre di mezzo, cultore di arte e dedito alla scrittura, esordisce con questo volume come narratore. Nel dicembre 2019 ha curato per Rubbettino editore il volume Mezzogiorno in Progress, raccolta di saggi sulle prospettive del Mezzogiorno, presentato presso il Parlamento Europeo a Bruxelles. Di recente ha pubblicato sulla rivista Bio’s, tre saggi sulla suggestione del Mediterraneo come continente nel quadro di un nuovo paradigma multi-direzionale dello sviluppo per la valorizzazione dei territori meridionali. Sulla rivista Politica Meridionalista ha pubblicato numerosi saggi sui cammini e le terre di mezzo come orizzonti per combattere lo spopolamento e l’abbandono dei territori interni.

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