Descrizione

Lo so: Eli, la protagonista di questo raccontino, a volte ha l’aria di essere proprio piccolina, altre volte si mostra un po’ più grandicella. È un po’ bambina e un po’ ragazzina. Che male c’è? Sta comunque nell’età dell’immaginazione, del sogno ad occhi aperti e del desiderio senza vincoli. La sua faccina cambia ad ogni disegno: è morbida e delicata oppure è spigolosa e piuttosto sgraziata. E le sue treccine si allungano e si accorciano come niente fosse. Un segreto, a dire il vero, c’è, e lo confesso subito al lettore: le varie Eli esistevano già prima che mettessi mano al puerile raccontino. Un giorno, sfogliando i miei disegni, mi accorsi che c’era un pullulare di bambine, piccole, più piccole e più grandi, che tentavano tutte di sollevarsi da terra e quasi di uscire dal foglio del disegno. Mi fu chiaro che tutte quelle bambine erano una sola bambina, sempre la stessa, afflitta dalla mania del volo. A ripensarci, anch’io, da piccolina, nella camera da letto dei miei genitori, facevo prove di volo davanti all’enorme specchio del comò. All’epoca mi convinsi di essere riuscita a sollevarmi un po’ dal pavimento. Ne andavo fiera, ma sapevo che il mio talento prodigioso non poteva essere facilmente divulgato.