Il gabbiano e la tortora è un libro di poesie: non si legge soltanto, si attraversa. È un canto d’amore coniugale lungo una vita intera, un amore che ha conosciuto tempeste e silenzi, ferite e resistenza, e che continua a restare in piedi. Ondina è il faro e il porto, presenza luminosa attorno a cui si intrecciano memoria e fedeltà. Il gabbiano e la tortora diventano figure simboliche dell’anima: inquietudine e slancio l’uno, custodia e mitezza l’altra. Due modi di amare, due modi di attraversare il dolore. Tra le pagine vibra anche un’assenza, quella di un figlio che continua a essere presenza invisibile, luce che non si spegne. Senza retorica né compiacimento, la poesia di Esposito alterna slanci lirici a frammenti quotidiani, visioni marine e dettagli domestici, fede interrogata e dialogo interiore. Ne nasce un lungo colloquio con la donna amata, con il figlio oltre il visibile, con Dio e con se stessi. Un atto di resistenza dell’amore, capace di trasformare la ferita in memoria viva e di ricordare che, anche quando un’ala è spezzata, il cielo continua a esistere.

Vincenzo D. Esposito è medico chirurgo. Esercita come libero professionista in Campania, dove è seguito da migliaia di pazienti provenienti da tutta Italia. Si occupa di medicina generale omeopatica, biopsicosomatica e terapia della biorisonanza. Ha pubblicato L’uomo elettromagnetico, Le vibrazioni della buona salute, Vaccinologia innata e Siamo quanti di luce (Giannini, a cura di Tiuna Notarbartolo). Nel 2025 ha dato alle stampe Le cinque navi. Poesie d’amore, dolore, speranza e memoria. Nel 2026 è autore di Reset quantistico.