In un momento delicato come l’adolescenza, dominato da solitudine, insicurezze e timori per il futuro, l’ignoto si manifesta ai giovani come una forza ambigua: respingente e al tempo stesso affascinante. Monica Florio esplora il rapporto profondo che i ragazzi instaurano con figure e ambientazioni del genere horror, elevandoli a simboli identitari. Il saggio indaga inoltre il ruolo cruciale dei media nella formazione dell’immaginario adolescenziale, mostrando come oggi le rappresentazioni delle realtà minoritarie – disabilità, omosessualità, etnie – siano veicolate in chiave inclusiva. Peculiarità un tempo stigmatizzate diventano così tratti distintivi valorizzati, contribuendo a ridefinire i concetti di normalità e diversità.
MONICA FLORIO è una giornalista pubblicista. Collabora con testate online come avantionline e il periodico culturale Il Rievocatore. Ha esordito nel 2004 con il saggio Il guappo – nella storia, nell’arte, nel costume (Kairòs) e nel 2020 ha pubblicato Storie di guappi e femminielli (Guida Editori), dedicato a due figure emblematiche del vicolo partenopeo. Ha firmato anche opere di narrativa per adulti e ragazzi, tra cui il romanzo young-adult Acque torbide (Cento Autori, 2017).